L’episodio dell’Uomo Gatto (Gabriele Sbattella, celebre campione del quiz Sarabanda) scelto come tedoforo per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, ha sollevato un polverone mediatico che va ben oltre il semplice “colore”. Rappresenta un sintomo perfetto delle criticità della cultura sportiva e dirigenziale italiana.
1. Il Caso: L’Uomo Gatto vs I Campioni
Nel gennaio 2026, la scelta di includere influencer e personaggi televisivi (tra cui l’Uomo Gatto a Fermo) nella staffetta della torcia olimpica ha scatenato la protesta di leggende dello sport come Silvio Fauner (oro a Lillehammer ’94) e Kristian Ghedina. La critica principale è lo sbilanciamento tra il valore simbolico dello sport (rappresentato dagli atleti) e il valore commerciale/mediatico (rappresentato dai personaggi pop).
Silvio Fauner 
2. Analisi secondo Eduard Spranger
| Tipo di E. Spranger | Interpretazione nel contesto sportivo italiano | Il caso “Uomo Gatto” |
|---|---|---|
| Teoretico (Ricerca della verità) | La programmazione tecnica e la conoscenza profonda delle discipline. | Carente. La dirigenza spesso ignora il merito tecnico a favore della visibilità immediata. |
| Economico (Utilità e profitto) | Sponsor, diritti TV e ritorno d’immagine. | Dominante. L’Uomo Gatto “attira click” e soddisfa le logiche di marketing degli sponsor locali. |
| Estetico (Armonia e forma) | Il gesto atletico come bellezza fine a se stessa. | Sostituito dallo Spettacolo. Non si cerca la bellezza del gesto, ma l’eccentricità del personaggio. |
| Sociale (Amore per l’altro) | Lo sport come inclusione e crescita della comunità. | Paternalistico. Usato come giustificazione (“persone comuni”), ma vissuto come esclusione degli atleti. |
| Politico (Ricerca del potere) | La gestione delle federazioni come centri di influenza. | Prevalente. Le nomine dei tedofori seguono logiche di consenso territoriale e accordi politici. |
| Religioso (Senso dell’unità) | Il valore sacro e trascendente dell’Olimpismo. | Profanato. La torcia diventa un gadget promozionale anziché un simbolo di ascesi umana. |
3. Le motivazioni della “Mediocrità” Dirigenziale
L’analisi mette in luce tre pilastri che sostengono questa cultura mediocre:
- Iper-trofia del Tipo Economico-Politico: La dirigenza sportiva italiana è spesso composta da figure che non provengono dal “campo” (Tipo Teoretico/Estetico), ma da carriere politiche o manageriali esterne. L’obiettivo non è il primato sportivo a lungo termine, ma il consenso immediato e la monetizzazione.
- Spettacolarizzazione vs Cultura del Merito: Si predilige il “personaggio” perché genera engagement sui social. Scegliere l’Uomo Gatto garantisce una notizia virale; scegliere un ex fondista plurimedagliato (ma meno noto al grande pubblico giovane) viene percepito come un investimento a basso rendimento comunicativo.
- Mancanza di una visione “Umanistica” dello Sport: In Italia, lo sport è spesso visto come intrattenimento (panem et circenses) piuttosto che come educazione. Se lo sport è solo spettacolo, allora l’Uomo Gatto ha la stessa dignità di un campione olimpico.
Conclusione
Il caso del tedoforo marchigiano non è una colpa del personaggio in sé, ma il riflesso di una classe dirigente che ha smarrito il Tipo Teoretico (la comprensione di cosa sia l’Olimpismo) a favore di una miscela tossica di Tipo Economico (marketing) e Tipo Politico (gestione del consenso).
Marzio Zanato
HR Innovation, Strategy & People Development Manager