Dal Campo all’Azienda

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Dal Campo all’Azienda

Non una transizione, ma una continuazione all’insegna del cambiamento

Il 2007 e la lezione delle Midlands: Costruire l’eccellenza

 L’evento è stato un appuntamento di alto profilo per la formazione tecnica nel rugby, organizzato in vista della Rugby World Cup 2007. La conferenza si è tenuta presso la Warwick University il 30 giugno e il 1° luglio 2007.

CONTESTO E PARTECIPAZIONE

L’Evento: Midlands Coaching Conference 2007

Organizzata dalla RFU (Rugby Football Union) della regione Midlands, la conferenza aveva l’obiettivo di riunire esperti internazionali per discutere le ultime evoluzioni tattiche del gioco, sfruttando l’attenzione mediatica e tecnica generata dall’anno del Mondiale.

  • Tema Centrale: “International Ideas in RWC Year”.
  • Obiettivo: Fornire agli allenatori aggiornamenti pratici e teorici sulle tendenze globali del rugby d’élite.
  • Location: Warwick University, nota per le sue eccellenti strutture sportive spesso utilizzate da team professionistici.

Il Contributo di Marzio Zanato

All’epoca, Marzio Zanato era una figura chiave nel coaching italiano, ricoprendo il ruolo di Head Coach dell’Italia A (la seconda nazionale maggiore).

Argomento dell’intervento: “Defensive Systems” (Sistemi Difensivi).

  • Focus Tecnico: l’approccio italiano alla difesa, che in quegli anni stava guadagnando rispetto a livello internazionale per solidità e organizzazione. Il suo intervento si concentrò probabilmente su:
  • Organizzazione della linea: Come mantenere la disciplina sotto pressione.
    • Pressione sul portatore: Tecniche per soffocare il gioco avversario (il cosiddetto “blitz” o la difesa a scorrimento).
    • Transizione: Il passaggio dalla fase difensiva al recupero del pallone.

Perché è stato rilevante?

  1. Scambio Internazionale: Fu uno dei rari momenti in cui la scuola tecnica italiana venne invitata a insegnare “a casa” degli inglesi, segno della crescita del movimento azzurro dopo l’ingresso nel Sei Nazioni.
  2. Timing Strategico: Molti dei concetti discussi a Warwick furono poi visti in campo durante la Coppa del Mondo in Francia pochi mesi dopo.
  3. Network: Oltre a Zanato, l’evento ospitava solitamente tecnici provenienti dalle nazioni dell’Emisfero Sud e dai principali club europei, creando un vero e proprio “think tank” del rugby moderno.

Nota di contesto: Marzio Zanato è stato un pioniere per gli allenatori italiani all’estero, contribuendo a modernizzare le strutture di analisi video e i sistemi difensivi che hanno poi caratterizzato la Nazionale maggiore negli anni successivi.

Spesso, quando osserviamo il percorso professionale di chi passa dallo sport d’élite al mondo corporate, tendiamo a usare la parola “transizione”. Immaginiamo un ponte che collega due sponde lontane, un salto da un mondo fatto di fango e sudore a uno fatto di uffici e strategie.

Tuttavia, guardando alla mia traiettoria — dal cuore pulsante del rugby inglese con la RFU Midlands Coaching nel fatidico anno della RWC 2007, fino al ruolo odierno di HR Innovation Manager — emerge una verità diversa. Non ho gestito una transizione, ma realizzato una continuazione coerente. Il filo conduttore? La gestione dell’umano nel costante fluire del cambiamento.

. Il 2007 e la lezione delle Midlands: Costruire l’eccellenza

Nel 2007, mentre il mondo del rugby guardava alla Francia per la Coppa del Mondo, Marzio operava nel sistema della RFU (Rugby Football Union) nelle Midlands. In quel contesto, allenare non significava solo spiegare schemi di gioco; significava:

  • Identificare il potenziale: Scovare il talento grezzo in un sistema iper-competitivo.
  • Standardizzazione e Personalizzazione: Seguire i protocolli della federazione più antica del mondo, pur dovendo adattare il messaggio a ogni singolo atleta.
  • Resilienza sotto pressione: Insegnare a gestire l’errore in un anno in cui l’aspettativa nazionale era ai massimi livelli.

In quel contesto non stavo solo formando giocatori; stava già esercitando le funzioni di un People Manager.

L’HR Innovation Manager: Il coach in giacca e cravatta

Oggi, nel ruolo di HR Innovation Manager, le sfide sembrano diverse, ma la “partita” è la stessa. L’innovazione nelle Risorse Umane non è (solo) tecnologia o software; è la capacità di trasformare la cultura aziendale per rispondere a un mercato che cambia con la velocità di una linea di trequarti.

Nella mia visione, “Innovazione” significa applicare i principi del coaching d’alto livello all’organizzazione:

  • Agilità Organizzativa: Come una squadra che deve cambiare piano di gioco all’80° minuto, l’azienda deve saper pivotare senza perdere la propria identità.
  • Data-Driven Humanism: Usare i dati (le statistiche del match) non per giudicare, ma per potenziare la performance umana.
  • Leadership Diffusa: Passare dal comando gerarchico alla responsabilizzazione del singolo, proprio come un capitano in campo che prende decisioni in frazioni di secondo.

Il Cambiamento come Unica Costante

Il passaggio dalle Midlands all’Azienda non è stato un cambio di direzione, ma un cambio di superficie.

“Il rugby è un gioco di occupazione degli spazi e gestione del tempo. L’innovazione HR è esattamente la stessa cosa: dare alle persone lo spazio per crescere e il tempo per evolvere.”

Se nel 2007 l’obiettivo era vincere il breakdown, oggi l’obiettivo è vincere la sfida della Talent Attraction e dell’ Employee Experience. In entrambi i casi, il segreto non è resistere al cambiamento, ma diventarne l’architetto.

Non dobbiamo aver paura di cambiare maglia. Finché portiamo con noi la capacità di ascoltare le persone, di sfidare lo status quo e di puntare all’eccellenza collettiva, non staremo mai ricominciando da capo. Staremo semplicemente giocando il secondo tempo di una partita straordinaria.

Perché l’innovazione, in fondo, è il coaching applicato al futuro.

Marzio Zanato

HR Innovation & People Development Manager

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