DA CHIMERA A BARATRO

DA CHIMERA A BARATRO

DA CHIMERA A BARATRO

Passare da chimera a baratro descrive un arco narrativo piuttosto brutale: è il momento in cui un sogno svanisce e ci si ritrova a fare i conti con una realtà non solo deludente, ma rovinosa. La transizione dal sogno del professionismo del rugby al fallimento non dei club ma di un movimento e di principi etico sociali capaci di sostenerlo nei momenti di difficoltà.

Il rugby italiano ha confuso l’inquadramento giuridico (chi è professionista per la legge) con l’ontologia professionale (chi agisce con professionalità).

In Italia, il rugby vive in questo limbo “semiprofessionistico” di fatto, ma dilettantistico per lo Stato, dove la rincorsa al risultato internazionale ha creato una struttura dai piedi d’argilla.

1. L’equivoco Semantico e Giuridico

Come dici giustamente, il Codice Civile e il vocabolario distinguono chiaramente l’attitudine dalla norma.

  • Professionalità: È la competenza, la perizia e la costanza nell’esercizio di un’attività.
  • Professionismo: È lo status riconosciuto dal CONI (Legge 91/81, ora riformata dal D.Lgs 36/2021).

Il rugby italiano ha cercato di importare il “modello anglosassone” nato dopo il 1987 senza avere il substrato culturale della meritocrazia. Abbiamo creato un professionismo d’importazione basato su sussidi federali, invece di un professionismo d’impresa basato sul valore generato.

2. Il Conflitto Generazionale (Gen X vs Gen Z)

Qui l’analisi dei driver motivazionali diventa cruciale per evitare il “baratro” che menzioni:

CaratteristicaClasse dirigente e tecnica (Generazione X)Giocatori
(Generazione Z)
Driver PrincipaleDovere, sacrificio “cieco”, gerarchia.Significato (il “perché”), equilibrio, feedback.
Visione del RugbyIdentità totalizzante, quasi militare.Strumento di espressione e benessere (Long Longevity).
RischioBurnout e gestione autoritaria.Disimpegno se manca la coerenza valoriale.

La Gen X sta applicando schemi mentali di un rugby che non esiste più a una Gen Z che richiede una professionalità basata sull’efficacia e sulla trasparenza, non solo sul “sudore”. Se la classe dirigente non evolve il proprio modello di leadership verso una reale meritocrazia, il talento della Gen Z semplicemente sceglierà altre strade.

3. La Chimera del Risultato

La “rincorsa al risultato” di cui parli è stata spesso una scorciatoia. Si è cercato il successo della Nazionale (la punta dell’iceberg) senza curare la base (il blocco di ghiaccio sommerso). Questo ha creato un distacco tra il vertice “professionistico” e una base che fatica a mantenere standard di professionalità atletica e tecnica.

Il punto di rottura: Senza una cultura della prestazione che parta dai driver motivazionali individuali, il professionismo resta un’etichetta vuota applicata a un sistema che opera ancora con logiche clientelari o puramente assistenziali.

HR Innovation, Stretegy & People Development Manager

Marzio Zanato

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