LA TRAPPOLA

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LA TRAPPOLA

Marzio Zanato

SWITCH SRL CSO – The HR Chief of Staff bridges the gap between high-level human capital strategy and day-to-day execution. This role ensures the HR leadership team is aligned, key initiatives are delivered .

Portare Julio Velasco in azienda significa scardinare uno dei bug strutturali più costosi del management moderno: la sovrapposizione tra la qualità del lavoro e il risultato immediato.

Nella sociologia dell’organizzazione, l’analisi del CT della Nazionale femminile offre una lente straordinaria per rileggere la cultura d’impresa, la gestione dell’errore e il ruolo della leadership.

Oltre il tifo: 4 chiavi di lettura per il Business

  1. La trappola della cultura del processo sommario (Outcome Bias) Nelle aziende italiane assistiamo continuamente allo stesso fenomeno descritto nello sport: se un trimestre o un lancio prodotto fallisce, si azzera la strategia e si cerca un capro espiatorio. Se un progetto porta risultati — magari per pura congiuntura favorevole o fortuna —, il team viene eletto a modello infallibile. La sociologia organizzativa definisce questo Outcome Bias: giudicare la qualità di una decisione esclusivamente sulla base del suo risultato finale. Velasco ci insegna a valutare la prestazione, il metodo e la continuità, scindendo la bontà del processo dal singolo verdetto del mercato.
  2. Perdere un progetto non significa aver fallito Il confondimento tra “perdere una gara” e “avere fallito” crea organizzazioni paralizzate dalla paura. Quando la sconfitta azzera il valore dell’intero percorso, i manager smettono di rischiare, nascondono le criticità e preferiscono l’inazione al margine di errore. Insegnare che un risultato negativo indica solo ciò che va corretto (senza cancellare le competenze acquisite) è il primo passo per costruire la vera psicológica safety nei team.
  3. L’alibi dell’immediatezza e la distruzione del valore L’ossessione per il podio a tutti i costi specchia la dinamica dei genitori sui campi giovanili: la ricerca del riscontro immediato a scapito dell’apprendimento. Manager orientati solo alle metriche di brevissimo periodo (il quarter) distruggono la capacità di costruire competenze a lungo termine. Un’organizzazione matura educa alla disciplina, alla fatica e al rispetto dei processi, consapevole che le performance sostenibili richiedono tempo.
  4. Il “primo dei perdenti” e l’incapacità di analisi L’idea che chi arriva secondo sia solo “il primo dei perdenti” non è un indicatore di alta ambizione: è incapacità di analisi. Quando la rabbia per il mancato obiettivo primario acceca il management, si perdono i dati più preziosi. Imparare a “perdere” non significa accontentarsi, ma mantenere la lucidità per distinguere i limiti tecnici dal merito dei competitor, per poi ripartire.

La lezione per la Leadership

Una vera cultura d’impresa non celebra l’errore fine a se stesso, ma sa attribuirgli il giusto significato. Vincere e performare restano gli obiettivi centrali; le battute d’arresto restano una possibilità fisiologica nei mercati complessi.

La vera differenza organizzativa non la fa l’assenza di cadute, ma la capacità della squadra di tornare in campo senza la paura di sbagliare.

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