Il passaggio da riti di iniziazione sportiva in contesti non professionistici e fondanti su un approccio di “volontariato” (spesso sfocianti nel nonnismo o in pratiche prevaricatorie) a un sistema strutturato di onboarding e transizione non è una scelta di “buonismo” o debolezza, ma una necessità strategica per il successo sportivo e la tutela del capitale umano oltre che la fondamentale tutela della salute mentale.
Ecco perché il vecchio modello di un mondo che non esiste più non solo è obsoleto ma pericoloso:
1. Dal Trauma all’Integrazione
I riti prevaricatori si basano sull’idea superata che “per farsi le ossa” serva subire umiliazioni. La psicologia sportiva moderna dimostra il contrario:
- Sicurezza Psicologica: Un atleta che si sente accolto e rispettato raggiunge lo stato di flow più velocemente. La paura dell’umiliazione blocca la creatività e l’apprendimento.
- Abbattimento del Turnover: Molti talenti abbandonano lo sport proprio durante i passaggi di categoria a causa di ambienti tossici. Un processo di onboarding riduce questo “drop-out”.
2. Professionalismo e Performance
Nello sport capace di mantenere sempre aggiornato il modello educativo esperienziale, ogni dettaglio conta. Trattare una Persona in ingresso sia giovane e potenziale sia atleta strutturato con nonnismo è controproducente a livello tecnico:
- Accelerazione dell’inserimento: Un processo di onboarding chiaro spiega tattiche, valori del club e aspettative in modo esplicito. Il rito prevaricatorio, invece, crea barriere tra “vecchi” e “nuovi”, rallentando la coesione del gruppo.
- Focus sulla competenza: Il passaggio di categoria richiede un adattamento fisico e mentale (carichi di lavoro, intensità, stress psicologico nelle transizioni gioco – apprendimento – specializzazione – competizione). Aggiungere stress sociale gratuito distoglie energie preziose dal miglioramento della performance.
3. Responsabilità Legale ed Etica
Oggi le società sportive operano in un contesto normativo molto più rigoroso:
- Policy di Safeguarding: Le federazioni impongono protocolli per prevenire abusi e bullismo. I riti di iniziazione possono facilmente sfociare in condotte punibili penalmente o civilmente.
- Reputazione del Brand: Uno scandalo legato a pratiche di nonnismo può distruggere l’immagine di una società, allontanando sponsor e famiglie.
4. Il nuovo modello: Il Processo di Transizione
Sostituire il rito con la transizione significa gestire il cambiamento in tre fasi:
| FASE | OBIETTIVO | AZIONE PRATICA |
|---|---|---|
| Accoglienza | Senso di appartenenza | Mentoring (un “veterano” guida il giovane) |
| Orientamento | Chiarezza di ruolo | Colloqui tecnici e definizione degli obiettivi |
| Integrazione | Coesione sociale | Team building basato sulla sfida costruttiva, non sull’umiliazione |
In sintesi
Il rito prevaricatorio cercava di creare unione attraverso il dolore condiviso, ma spesso otteneva solo divisione e risentimento. L’onboarding moderno crea unità attraverso la condivisione di una missione e il rispetto del valore individuale.
Marzio Zanato
HR Innovation, Strategy & People Development Manager