Il Principio dei giudizi indipendenti e degli errori decorrelati

Il Principio dei giudizi indipendenti e degli errori decorrelati

Il Principio dei giudizi indipendenti e degli errori decorrelati

Il principio dei giudizi indipendenti e degli errori decorrelati Trova applicazione immediata nella gestione delle riunioni, una attività alla quale i manager d’azienda dedicano particolare focus nella loro attività lavorativa.

Una semplice regola utile: prima di discutere un argomento si dovrebbe fare scrivere a tutti i membri della riunione un brevissimo riassunto del loro puntodi vista. Una simile procedura sfrutta al meglio il valore della varietà delle conoscenze e delle opinioni del gruppo. La pratica comune di aprire la riunione dando troppo peso alle opinioni di chi apre per primo la riunione induce gli altri ad allinearsi e ciò per una caratteristica essenziale del meccanismo associativo di rappresentare solo idee attivate. Le informazioni che non sono recuperate (nemmeno inconsciamente) dalla memoria potrebbero anche non esistere.

Il sistema 1 è abilissimo nell’elaborare la migliore storia possibile, a proprio vantaggio, con le idee attivate al momento (pensiero veloce), ma non tiene (non può tenere) conto delle informazioni che non ha.

Per il Sistema 1, la misura del successo è la coerenza della storia che riesce a costruire. La qualità e quantità dei dati su cui si basa la storia sono in gran parte irrilevanti.

Quando le informazioni sono scarse, cosa che accade spesso, il sistema 1 funziona come una macchina per saltare alle conclusioni.

Esempio: Consideriamo la frase “Marzio sarà un buon leader? sarà un buon manager? Marzio chiede sempre perchè, cerca il confronto diretto ed è difficile da gestire”

Il sistema 1 elabora in automatico la migliore risposta: è un rompi coglioni !!!! 🙂 E’ stata scelta la migliore risposta che poteva essere scelta nella gestione di un contesto sulla base di pochissime informazioni disponibili e si salta alle conclusioni. E se gli aggettivi seguenti fossero stati, è capace, competente, ha valore oggettivo per il ruolo?

Il sistema 2 è pigro e non ha attivato una ricerca ponendo delle domande: che cosa avrei bisogno di sapere prima di farmi un’opinione della qualità di qualcuno? Il sistema 1 si è messo a lavorare per proprio conto fin dal primo aggettivo ed arrivando al “difficile da gestire” ha elaborato la storia migliore per non “faticare” con il sistema 2 concentrandosi sull’oggetto e non il soggetto…sarà un buon leader, un buon manager?

La storia verrà sottoposta a revisione se arriveranno nuovi dati per definire una conoscenza oggettiva del valore e merito di una persona in un determinato contesto.

La combinazione di un sistema 1 in cerca di coerenza con un sistema 2 affetto da pigrizia fa sì che il sistema 2 avalli molte credenze intuitive, le quali rispettano fedelmente impressioni generate dal sistema 1, impressioni sovente declinate in preconcetti e pregiudizi.

Il sistema 1 è assolutamente e radicalmente insensibile sia alla qualità sia alla quantità delle informazioni che potrebbero destrutturare preconcetti, pregiudizi o errori intuitivi.

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